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Top 10 hi-tech 2017, uno sguardo al futuro

Dalla realtà virtuale alle intelligenze artificiali, ecco i trend previsti per il 2017 e gli anni a seguire.

 

Guardando a quello che è accaduto fino ad oggi non è difficile intuire quelli più scontati, forse è più difficile metterne in fila 10 con una previsione veritiera ed efficace. L’ha fatto Ericsson, che come ogni anno detta le tendenze a cui aziende e servizi potranno attenersi per formulare offerte e innovare con strategie visionarie.

uello che è certo è che Internet ha subito una forte trasformazione negli ultimi anni, passando dall’essere una fonte prevalentemente testuale di informazioni a una che si compone per il 70 percento di traffico video. Del resto il nostro cervello è più portato a capire il mondo graficamente. Per esempio, secondo uno studio del MIT impieghiamo solo 13 millisecondi per identificare un’immagine, e circa 10 volte di più a spostare gli occhi per leggere. Quindi non sorprende sapere che secondo le rilevazioni di Ericsson ConsumerLab la fruizione di video online è in aumento ogni anno, anche per eventi dal vivo, chiamate e giochi, oltre che la trasmissione in tempo reale di eventi dal vivo, anche con Facebook Live.

Ma non è tutto, perché fra le tendenze del 2017 ci sono altri segnali forti che vedono l’interpretazione di tutto ciò che ci circonda mediante immagini in movimento. Basti pensare alle auto a guida autonoma, alla realtà virtuale, alle intelligenze artificiali, ai robot e alle applicazioni dell’Internet delle Cose.

Vediamo quindi in sintesi quali saranno gli elementi trainanti del prossimo anno.

1. AI ovunque

L’idea che un’Intelligenza Artificiale possa acquisire consapevolezza è stata oggetto di dibattito fin dal lontano 1940. Oggi la ricerca e lo sviluppo delle AI è in espansione in tutto il mondo, e si moltiplicano le prospettive su come le AI possano aiutarci a migliorare la società, contrapposte alla paura delle macchine.

La certezza è che quelli sulle AI non sono più racconti sci-fi. Già oggi le Intelligenze Artificiali hanno molte applicazioni, dai consigli dei servizi di streaming basati sulle abitudini d’uso agli assistenti vocali, passando per l’assistenza sanitaria e la legislazione.

Secondo le ultime ricerche di mercato sono sempre di più le persone che vorrebbero un consulente AI sul posto di lavoro (35 percento), e sebbene due persone su cinque siano contrarie, gli altri vedrebbero di buon occhio persino un’intelligenza artificiale alla guida di un’azienda.

Se da una parte l’ottimismo si spreca, dall’altro non mancano le preoccupazioni da parte dei consumatori: quasi la metà di quelli intervistati teme che i robot dotati di intelligenza artificiale faranno presto perdere il posto di lavoro a molte persone. Da qui la posizione di alcuni, che preferirebbero migliorare sé stessi sfruttando la tecnologia più avanzata piuttosto che fare affidamento su un assistente AI, anche a costo di caricare le proprie menti su Internet e diventare essi stessi delle IA.

L’evoluzione è in pieno corso, e sicuramente questo argomento terrà banco il prossimo anno: restate sintonizzati!

2. L’Internet delle Cose

IoT (Internet of Things, o Internet delle Cose) è ancora un concetto piuttosto astratto e può essere di difficile comprensione per i consumatori. In realtà più si usano applicazioni automatizzate più si capisce in quale misura oggetti a prima vista banali possano supportare le nostre esigenze. Molte persone hanno già applicazioni IoT sui loro smartphone, per esempio per controllare a distanza la riproduzione multimediale, l’allarme di casa o per aprire l’auto.

La maggior parte delle persone intervistate da Ericsson reputa che gli indossabili li aiuteranno a interagire meglio e di più con altri dispositivi fisici che ci circondano, e due utenti su cinque fra quelli più avanzati reputano che gli smartphone saranno presto in grado di apprendere le nostre abitudini e di eseguire attività automaticamente per conto nostro, in modo da lasciarci più tempo libero. Una tendenza da tenere d’occhio.

3. Pedoni e auto a guida autonoma

Secondo Ericsson un quarto dei pedoni si sentirebbe più sicuro ad attraversare la strada se tutte le automobili fossero a guida autonoma. Ormai è noto che le tecnologie automobilistiche per la guida autonoma si stanno sviluppando a un ritmo elevato. Oltre ai principali produttori del settore che promettono funzionalità autonome nel giro di pochi anni, c’è Tesla che sta già installando capacità evolute.
Uno degli sviluppi a cui dovrebbe portare la guida autonoma nei prossimi anni è l’estinzione dei guidatori, a favore di servizi di car sharing in cui sarà l’auto a fare da autista. In quest’ottica ci potrebbe essere un cambiamento importante: il cambio del punto di vista delle persone, che da guidatori diventeranno passeggeri e pedoni, e da qui il maggiore interesse verso questi ultimi.

Non a caso due utenti di Internet su cinque gradirebbero funzioni di self-drive quando camminano, e auspicano che il loro telefono li metta in guardia contro gli ostacoli e i pericoli.

4. Realtà integrata

La metà degli intervistati è già incuriosita dai guanti o dalle scarpe che consentono di interagire con oggetti virtuali. Anche se la realtà virtuale e la realtà aumentata al momento sono focalizzate principalmente sul gaming, dalle ricerche emerge che la gente vorrebbe poterle usare nelle attività quotidiane. In quest’ottica tuttavia è necessario che la realtà fisica, quella virtuale e quella aumentata si fondano in un’unica realtà senza soluzione di continuità.

Come l’uso di Internet è diventato inseparabile da molte attività fisiche, lo stesso potrà accadere con VR e AR. Un esempio: giocando a ping-pong in un ambiente VR vi potrete rendere conto che in un futuro non troppo lontano il campione del mondo di ping pong e il campione VR di ping pong possono essere la stessa persona.

Al momento però c’è un limite da superare: oggi le esperienze VR non sono amalgamate con il mondo reale, perché il VR consente agli utenti di andare ovunque nei mondi virtuali, bloccando però la vista del mondo fisico, e isolando gli utenti in esperienze che invece dovrebbero essere condivise con gli amici nel mondo reale per goderne pienamente. Ecco dove si potrebbe verosimilmente sviluppare il settore.

5. Ampliamento degli effetti collaterali della mobilità

Oggi un passeggero su cinque a bordo di un autobus o di un’auto soffre di nausea. Molti consumatori ritengono che il mal d’auto peggiorerà con le automobili a guida autonoma. Alcuni prevedono che lo stesso tipo di malore sarà onnipresente nelle applicazioni di realtà virtuale, e per questo prospettano di dover ricorrere alle pillole per il mal d’auto con maggiore frequenza.

Non è da escludere tuttavia che i progressi scientifici portino alla disponibilità di rimedi tecnologici utili ad aiutare il nostro fisico a tollerare gli effetti collaterali della mobilità.

6. Il paradosso della sicurezza dei dispositivi smart

Portiamo gli smartphone con noi ovunque andiamo perché in caso di problemi possiamo chiamare, scrivere a qualcuno, cercare informazioni su Internet o arrivare a destinazione utilizzando il GPS. Più della metà degli utenti di smartphone utilizza allarmi, monitoraggio della posizione e notifiche sullo smartphone; tre su cinque ha i contatti di emergenza memorizzati.

Ma cosa succede se si perde il telefono o se si ha un incidente in una zona remota della città quando la batteria è scarica? Rischi non del tutto impossibili, e qui si apre il paradosso, perché nonostante questo tre persone interpellate su cinque si basano sul proprio telefono cellulare per sentirsi al sicuro. Non solo: sentendosi al sicuro grazie alla presenza dello smartphone molti non cercano di evitare a tutti i costi le situazioni rischiose.

La soluzione? Secondo molti degli interpellati aggiungere allo smartphone altri dispositivi indossabili, che oltre a risolvere il paradosso potrebbe anche migliorare salute e benessere.

7. Social Network a compartimento stagno

I social network sono diventati per molti la fonte primaria di notizie. Gli algoritmi dei social network sono stati più volte accusati di ostacolare l’informazione “ingabbiando” gli utenti in notizie e informazioni ristrette ai propri interessi. Questo limita le possibilità di essere esposti a idee differenti dalle proprie, e impedisce una visione diversificata del mondo.

Quello che è più scioccante però è che quando non sono gli algoritmi a fare questo lavoro ci pensano gli utenti, che invece di sfruttare Internet e la libera circolazione delle informazioni tendono a formare gruppi chiusi, in cui idee simili vengono ribadite e amplificate.

Il risultato è che il 28 percento reputa che i propri contatti siano una fonte di informazione più affidabile rispetto a quello che viene detto in TV, per radio e dai giornali. Una linea di pensiero che si estende alle opinioni politiche. Il rischio in prospettiva futura è che le pareti di questi “silos sociali” diventino sempre più impenetrabili.

8. Realtà aumentata personale

Nei primi mesi del 2016 erano pochi i consumatori che sapevano cosa fosse l’AR, e meno ancora coloro che l’avevano provata. In breve tempo la realtà aumentata è diventata popolare e centinaia di milioni di persone sono scese in strada per giocare a Pokémon GO. Questo gioco è la dimostrazione che una nuova tecnologia può diventare mainstream nel giro di una notte.

Siamo già abituati ad avere risultati, pubblicità e feed personalizzati, possiamo personalizzare le impostazioni di tutto, dai telefoni alle auto, ma questo potrebbe essere solo l’inizio.

Molti vorrebbero poter usare occhiali AR per illuminare gli ambienti bui ed evidenziare pericoli, e addirittura modificare elementi di disturbo quali graffiti, spazzatura, o persone. Pensate di poter cancellare segnali stradali, vetrine di negozi che reputate poco interessanti e cartelloni pubblicitari. Per arrivare infine a cambiare in modo fondamentale la percezione della realtà intorno a noi, creandoci attorno un mondo che rifletta gli stati d’animo personali.

9. La privacy

Due utenti su cinque dichiarano di voler usare solo servizi criptati.  La privacy è un argomento dibattuto da tempo, in futuro non potrà che peggiorare. La maggior parte delle applicazioni di messaggistica offre la crittografia end-to-end e alcuni addirittura l’hanno come impostazione predefinita. Una buona notizia per molti, ma non per tutti. Un utente avanzato di Internet su tre ritiene che i governi dovrebbero essere in grado di accedere ai dati personali degli utenti al fine di combattere il crimine e il terrorismo. E il 45 percento pensa che le aziende dovrebbero dimostrarsi disponibili quando le autorità chiedono i dati dei propri clienti.

Dall’altra non è chiaro a molti per quali scopi vengano cedute le proprie informazioni alle varie aziende, e questo causa una perdita di fiducia in termini di privacy. Più di un utente su tre ritiene che la privacy sia finita, e che in futuro tutte le informazioni su persone, aziende e governi saranno a disposizione del pubblico.

10. Tecnologia per tutti

Una delle conseguenze della diffusione di Internet è che ormai molti utenti sono abituati a trovare tutto e velocemente ovunque siano, con smartphone o tablet. Si fanno acquisti mentre si aspetta il treno o in viaggio sull’autobus, confrontando offerte e valutando alternative.

Secondo tre utenti Internet avanzati su 4 arriveremo al punto che ci saranno poche grandi aziende che forniranno loro tutti i prodotti di cui hanno bisogno in cinque anni. Ecco perché le aziende tradizionali hanno bisogno di reinventarsi molto rapidamente e di sviluppare nuovi prodotti e servizi.

Attenzione però all’effetto boomerang: un rapporto così assiduo fra azienda e utente potrebbe portare quest’ultimo a preoccuparsi sulla gestione dei dati personali.

 

 

Fonte: www.tomshw.it